L’estate era appena arrivata: torrida, afosa. Passavo la mattina a riposarmi, dopo essere rientrato tardi la sera innanzi: le vacanze servono anche a questo. Pranzavo con mia madre, poi, di solito,raggiungevo gli amici al bar e passavamo il pomeriggio giocando a calciobalilla o freccette.
Quel mercoledì me l’ero presa con più calma, non so perché.
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