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	<title>Parole Erotiche</title>
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	<description>il portale di racconti erotici dedicato a tutti coloro che l'erotismo amano leggerlo!</description>
	<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 04:52:29 +0000</pubDate>
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		<title>Che vacanza</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 12:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Racconti Hard]]></category>

		<category><![CDATA[fidanzati]]></category>

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		<description><![CDATA[Eravamo sull&#8217;isola di losinj che, per chi come noi pratica, è un posto adatto ai nudisti con molte spiagge libere e adibite a questa favolosa pratica. ci sono anche spiaggette + piccole e un pò nascoste dove si può praticare anche un nudismo un pò + &#8220;estremo&#8221;. questo non l&#8217;avevamo mai provato fino a quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eravamo sull&#8217;isola di losinj che, per chi come noi pratica, è un posto adatto ai nudisti con molte spiagge libere e adibite a questa favolosa pratica. ci sono anche spiaggette + piccole e un pò nascoste dove si può praticare anche un nudismo un pò + &#8220;estremo&#8221;. questo non l&#8217;avevamo mai provato fino a quando non abbiamo scoperto queste piccole spiagge&#8230;<span id="more-3"></span></p>
<p>allora ci siamo andati un giorno ed abbiamo visto che oltre a stare al sole e in acqua nudi, ogni tanto qualcuno si lascia liberamente andare anche ad effusioni a volte anche spinte col proprio partner. essendo io e la mia ragazza laura una coppia a cui piace molto il sesso in tutte le sue forme, non ci siamo fatti problemi e ci siamo sistemati.<br />
dopo una mattina a prendere il sole e a fare il bagno, verso pranzo a pochissimi metri da noi arriva un&#8217;altra coppia (di francesi) che dopo aver mangiato iniziano a baciarsi e a toccarsi&#8230; io subito mi eccito e quando laura se ne accorge dal mio uccello bello duro, mi sorride e mi si avvicina mi bacia e mi sussurra che anche noi potremmo imitarli! ovviamente non me lo faccio ripetere 2 volte e subito la faccio coricare sull&#8217;asciugamano. ci baciamo appassionatamente e ci masturbiamo a vicenda&#8230;<br />
intanto sia io che lei ogni tanto buttiamo un occhio ai nostri &#8220;vicini&#8221; e vediamo che lui è sopra di lei e la sta scopando, lei senza farsi tanti problemi emette urli di piacere che penso non sentissimo solo noi!<br />
allora io ancora + infoiato penetro la mia laura e inizio a scoparla. lei mentre si prende il mio cazzo in figa sta girata verso i francesi e si eccita ancora di + perchè vede che anche l&#8217;altra donna ci sta guardando.<br />
dopo un pò con me sopra a scoparla, mi chiede di mettermi seduto, lo faccio e lei mi si corica davanti e me lo prende in bocca e inizia un favoloso pompino! mentre me lo succhiava, questa volta ero io a guardare l&#8217;altra coppia e ho visto che anche la ragazza francese stava spompinando il suo uomo che venne e lei raccolse tutto in bocca e penso ingoiò perchè non vidi neanche una goccia si sperma uscire da quella bocca assatanata&#8230;<br />
io resistetti ben poco alle labbra della mia donna e mi fece venire fra le sue tette e poi si spalmò la mia sborra su tutto il petto!!<br />
ci coricammo di nuovo a prendere il sole coccolandoci e scambiando occhiate divertite con l&#8217;altra coppia che ci aveva involontariamente introdotto in una pratica bellissima.<br />
restammo in spiaggia fino verso le 17 senza + fare sesso ma vedendo molte altre coppie (non solo uomo-donna) scopare o comunque scambiarsi effusioni molto piccanti!<br />
quando ci incamminammo per tornare alla macchina&#8230;</p>
<p>per accedere a questa spiaggia si doveva lasciare l&#8217;auto sulla strada e poi scendere lungo un sentiero in mezzo alla boscaglia che sbuca direttamente sul mare per poi arrivare alla spiaggia. mentre ci incamminavamo verso il sentiero per andare via, alla mia ragazza prese di nuovo una gran voglia e mi disse che voleva imboscarsi lungo il sentiero e fare sesso di nuovo. io non me lo feci ripetere 2 volte e deviai dal percorso e ci fermammo in un punto abbastanza riparato dietro un cespuglio e un albero. io rimasi in piedi appoggiato alla pianta e lei si mise in ginocchio e mi tirò fuori l&#8217;uccello dal costume e iniziò a spompinarmi alla grande mentre con una mano mi accarezzava le palle facendomi andare fuori di testa.<br />
poi la fermai e la feci mettere a 90 con le mani contro l&#8217;albero e glielo infilai nel suo bel culetto sodo. la pompai di brutto per un bel pò e la feci venire 2 volte!<br />
poco prima che venissi pure io la feci mettere di nuovo in ginocchio davanti a me e le riempii il viso di sborra.<br />
ci baciammo appassionatamente ancora eccitati e poi tornammo sul sentiero verso la macchina incrociando molte persone che guardarono la mia compagna con fare divertito&#8230;<br />
la giornata si chiuse così e fu una giornata memorabile nelle nostre vacanze.</p>
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		<title>Anna-Paola Trans e la Coppia</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2009 08:51:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Racconti Trans]]></category>

		<category><![CDATA[coppia]]></category>

		<category><![CDATA[trans]]></category>

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		<description><![CDATA[Era circa l’una di notte di un sabato come tanti altri: macchine che arrivano furtive, rallentano e se ne vanno veloci. Gli sguardi sono sempre gli stessi: curiosi, arrapati, timidi, finto-indifferenti, scioccati, schifati. Macchine con un solo guidatore in caccia, macchine con i ragazzi vocianti di un “Puttan-Tour” trasgressivo e, per noi, spesso inconcludente. Macchine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era circa l’una di notte di un sabato come tanti altri: macchine che arrivano furtive, rallentano e se ne vanno veloci. Gli sguardi sono sempre gli stessi: curiosi, arrapati, timidi, finto-indifferenti, scioccati, schifati. Macchine con un solo guidatore in caccia, macchine con i ragazzi vocianti di un “Puttan-Tour” trasgressivo e, per noi, spesso inconcludente. Macchine con due uomini, esperti del gioco e delle regole dello scambio. <span id="more-122"></span></p>
<p>Quella sera, però, notai una macchina con una coppia formata da un uomo e una donna che invece di passare una sola volta con la solita aria fra l’incuriosito e il “non ci interessa”, continuava a passare e a fermarsi davanti alle mie colleghe in strada. Al terzo giro la coppia si ferma anche davanti a me. L’uomo abbassa il finestrino della sua BMW e inizia a scrutarmi velocemente insieme alla sua accompagnatrice. Quello che vedono e’ una Trans alta 1 metro e 78 per circa 65 Kg di peso ben distribuito su delle gambe ben tornite, un bel culo che fa mostra i se sotto una mini quasi assente, delle belle tette siliconate delle quali vado fiera strette in un reggiseno bianco che a malapena riesce a contenerle facendo intravedere i capezzoli. Mi guarda in viso e capisco che gli piace questo misto di femminilità e tratti androgini che lo caratterizza. Ci salutiamo e mi chiede subito quanto voglio a casa mia per fare una cosa “a tre”. Lei continua a osservarmi e ogni tanto indirizza gli sguardi verso il mio pube. La seconda domanda è da parte della donna e con mia sorpresa mi chiede se “ce l’ho grosso”. Le rispondo sorridendo che ho un cazzo di circa 22 cm, bello largo e ben funzionante. Mi guarda un pò titubante come a non credere fino in fondo alle mie parole e in effetti, dopo una breve pausa, accenna al fatto che in altre occasioni dietro promesse simili alle mie c’erano state delle delusioni cocenti in merito agli attributi di cui sopra. La cosa comincia ad intrigarmi: non sono solo dei curiosi, a quanto pare hanno già esperienze e quindi potrebbero volere concludere veramente. Decido allora di avvicinarmi al finestrino abbassato dalla parte del guidatore e mi sposto il perizoma di pelle nera che uso “sul lavoro”. Mostro il mio uccello a riposo che comunque fa capire le dimensioni piuttosto ragguardevoli di un membro che ha fatto divertire più di un cliente. Entrambi guardano l’oggetto del loro desiderio senza parlare e con uno sguardo decisamente soddisfatto. L’uomo mi dice di salire e di indicargli la strada. Si preannuncia una serata interessante.</p>
<p>Arriviamo al mio appartamento in zona Certosa e mi gusto, come al solito, le facce dei passanti quando percorriamo il tragitto dalla macchina del cliente al portone del mio palazzo. Gli sguardi incuriositi e libidinosi si concentrano questa volta sulla ragazza che mi accompagna che, al contrario di quanto mi aspettassi, sembra assolutamente tranquilla e per nulla intimorita.<br />
Saliamo con le scale al mio appartamento e so che da dietro stanno sbirciando il mio culo che fa capolino dalla minigonna ridotta al minimo. Mi piace essere guardata: mi eccita.<br />
Li faccio accomodare in camera e li invito ad usare il bagno. Faccio anch’io lo stesso. Al mio rientro sono completamente nuda eccetto un perizoma che trattiene a stento il mio uccello. Mi faccio ammirare un attimo per aumentare la loro libidine. Mi avvicino alla donna e le dico di spogliarsi mentre comincio a toccarla. Anche l’uomo si spoglia mentre si gode la scena della moglie toccata in maniera sensuale dalle mie mani. Il porco e’ gia’ eccitato. Il suo uccello e’ gia’ duro dentro gli slip. Sono veramente carini: ben fatti e puliti come piace a me. Quando anche lei e’ completamente spogliata li avvicino a me e comincio a baciarli in bocca. Passo la lingua da una bocca all’altra e vedo che la cosa li fa eccitare a piu’ non posso. Lei e’ gia’ bagnata e le metto due dita nella fica senza nessuna fatica mentre continuo a lavorarle la bocca con la mia lingua. Lui intanto comincia a palparmi il culo ma dopo poco vedo che mi tocca l’uccello attraverso il perizoma. Ormai sto per scoppiare, non riesco piu’ a tenerlo piegato all’ingiu’. Meno male che me lo prende in mano e lo libera dal perizoma. E’ bello gonfio e turgido e nelle sue mani che si muovono in maniera ritmica svetta coi suoi 22 centimetri di carne pulsante. Devo ammettere che, qualche volta, non e’ solo lavoro o movimenti meccanici. Qualche volta mi piace scopare: mi piace da morire. Come in questo caso. Prendo la testa della donna e la spingo sul mio cazzo: voglio una pompa come si deve, come quelle che solo una donna esperta sa fare. La troia succhia veramente bene, ingoiando il glande fino in gola e senza farmi sentire i denti. Mi piace. Lui intanto mi sta succhiando i capezzoli e ogni tanto mi infila la lingua in bocca. Sono proprio due porci in calore. Adesso e’ lui che lo prende in bocca e con la lingua giocano con la mia cappella a turno: si, cosi’. Andate avanti cosi’ porci che non siete altro, coi vostri bei vestiti e la vostra BMW, sotto sotto siete piu’ maiali di me. Sono veramente eccitata e provo a spingermi oltre. Dico all’uomo di mettere la sua donna a pecorina e di scoparla. Io mi metto dietro di lui e mentre la scopa gli appoggio la cappella contro il buchetto. Sento che al porco piace. Gli tocco l’uccello e sento che si e’ indurito. Lei se ne accorge e comincia a mugulare di piacere. Comincio a spingere e vedo che lui non si sposta di un centimetro. Si ferma solo un attimo per aiutare la cappella ad entrare. Che culo che si ritrova! Ha un buchetto bello elastico e allenato. La mia cappella e’ decisamente grossa e solo un culo gia’ aperto puo’ prenderla senza fare fatica. Piano piano entro tutta fino in fondo. Rimango qualche secondo con le palle schiacciate contro le sue natiche e poi cerco di andare in contro-tempo con i suoi movimenti verso sua moglie. Mi sto eccitando da morire. Lui sta godendo e rallenta i movimenti per godersi le mie stoccate nel suo culo ormai bello accogliente. Lei sente il cazzo di suo marito che sta per scoppiare e geme di piacere dicendo di andare piu’ forte. Lui non ce la fa piu’ e dopo un paio di colpi le sborra nella fica con un grugnito liberatorio. Cosi’ facendo stringe per un paio di volte il buchetto e mi da un piacere immenso. Si ferma per un secondo mentre io continuo a scoparlo e toglie il suo cazzo pieno si sperma e di umori dalla fica di sua moglie. Lei si gira e glielo lecca per bene, pulendolo e guardandomi negli occhi. Capisco che non e’ venuta e che ha una voglia di godere pazzesca. Tolgo il cazzo dal culo del marito e mi avvicino a lei. Non aspettava altro. Mi bacia in bocca e mi masturba l’uccello per tenerlo duro. La metto a pecora sul letto e comincio a scoparla. Era tanto tempo che non scopavo una donna e devo dire che la cosa non mi dispiaceva affatto. Godeva. Eccome se godeva. Dopo 5 minuti di scopate sento che comincia a dire che sta per venire. Aumento il ritmo e si mette ad urlare che gode. Che gode. Che gode. Il marito e’ estasiato a quella visione di sua moglie, troia fino in fondo, che gode col cazzo di una Trans raccolta per strada. Io, pero’, non sono ancora soddisfatta. Le faccio piegare la schiena e metto il suo bel culetto in mostra. Anche lei ha un buchetto ben allenato. La lecco per bene e le sputo direttamente nel culo. Appoggio la cappella gonfia e rossa e comincio a spingere. Nessuna resistenza. Quel culo e’ completamente aperto! La cosa mi eccita ancora di piuì e comincio a scoparle il buchetto come una vacca. Lei gode e urla di continuare. Non ce la faccio piu’. Sto per venire. Faccio appena in tempo a tirare fuori il cazzo dal culo e a urlare di mettersi davanti a me che comincio a sborrare fiotti di sperma. Li dirigo sulle loro facce e sulle loro bocche aperte e vogliose: sono proprio due porci.<br />
Mi faccio pulire la cappella dalle ultime gocce di sperma da entrambi. E’ fantastico vederli mentre si baciano passandosi la mia sborra che cola dalle loro labbra semichiuse.<br />
Non lo posso negare: questa volta mi e’ piaciuto da impazzire!</p>
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		<title>Una sera con le mia amiche</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 08:05:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Racconti Lesbo]]></category>

		<category><![CDATA[amiche]]></category>

		<category><![CDATA[lesbiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho sempre desiderato nel mio inconscio vivere una esperienza saffica, soprattutto di come poteva accadere che tra due donne potesse esserci una passione erotica forte da far raggiungere l’orgasmo. Io Manuela 22 anni appena compiuti mi accorsi che in me qualcosa stava cambiando quando una sera sola in casa guardavo un film, e una scena [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho sempre desiderato nel mio inconscio vivere una esperienza saffica, soprattutto di come poteva accadere che tra due donne potesse esserci una passione erotica forte da far raggiungere l’orgasmo. Io Manuela 22 anni appena compiuti mi accorsi che in me qualcosa stava cambiando quando una sera sola in casa guardavo un film, e una scena saffica venni assalita dal desiderio di essere io la protagonista. <span id="more-83"></span></p>
<p>Confesso che guardando quelle immagini mi sono toccata e ho avuto un orgasmo, io li davanti alla televisione, gonna alzata e la mia mano infilata nei miei slip accarezzando e godendo di me stessa e dei miei 22 anni. Da quella sera, timidamente, ho provato a guardare negli occhi delle donne alla ricerca di questo desiderio, e da quel giorno cominciai a guardare le mie amiche con questi pensieri, noi sedute mentre ci accarezzavamo le nostre intimità. Così una sera mentre io e le mie amiche eravamo sedute al bar a chiacchierare delle solite cose, vedemmo entrare i genitori di Paola e tra i saluti di cortesia mi accorsi di Marisa, madre della mia amica Paola, intenta a guardarmi con occhi pieni di ammirazione. Quella situazione mi fece correre un brivido erotico lungo il mio corpo, i miei pensieri erotici si fecero avanti facendomi eccitare non poco al pensiero che la madre della mia amica aveva posato il suo sguardo sul mio corpo. Non mi preoccupai di mostrare la mia eccitazione a lei, visto che i miei capezzoli si erano induriti, mi preoccupai che le mie amiche non si accorgessero del mio stato di eccitazione, e, salutata Marisa, ci accomodammo al nostro solito tavolo.<br />
Dopo circa mezz’ora ci alzammo e uscimmo dal locale per salire sulla macchina di Sabina. Mentre l’auto mangiava la strada e la radio emetteva canzoni a non finire Paola si avvicinò a me e posando la sua mano sulla mia coscia vicino alla mia fica mi disse: ”Tutto bene, Manu?”. “Si tutto bene, perché me lo chiedi?” risposi. “Sai – disse Paola – e da un po’ di tempo che mi sembri cambiata, più disinibita, … me ne accorgo dalle minigonne cortissime che porti, e dagli slip trasparenti che fanno intravedere la tua fighetta”. Mentre mi diceva ciò la sua mano si fermò tra le mie cosce accarrezzandole affettuosamente. Imbarazzata non potei resistere a tale piacere, e volontariamente allargai le mie gambe in modo che la mano di Paola potesse devastare i miei slip ormai fradici.<br />
Mentre le altre parlavano la sua mano masturbava la mia fica e avvicinandosi mi disse ”Togliti gli slip, ho voglia di vedere la tua fica a gambe aperte”. Io imbarazzata dall’eccitazione ubbidii e senza che le altre due si accorgessero mi sfilai gli slip. “Puoi abbassarmi la cerniera dei miei pantaloni, Manuela, è da quando eravamo al bar che desideravo una mano femminile tra le mie cosce”. Cosi mentre la mia mano si posava sulla cerniera dei pantaloni di Paola e aprendo lentamente la cerniera lo stridio mi fece bagnare di più. Di questo Paola se ne accorse dicendomi ”E’ la prima volta che infili la tua mano tra le cosce…. di una donna?”, disse lei, “Si”, risposi con voce flebile e singhiozzante dall’eccitazione. Quando la cerniera dei pantaloni di Paola fu del tutto abbassata, lentamente iniziai ad infilarle dentro la mia mano. Subito mi accorsi che non portava gli slip, e sorpresa di questo mi feci prendere dall’infoiamento mentre Paola mi disse con fare complice “Sei sorpresa che sono senza slip? Spesso non li porto”.<br />
Ci masturbammo mentre Sabina e Simona parlavano tra di loro. Notai che stranamente non ci stavano coinvolgendo nei loro discorsi; meglio così pensai io, stavo godendo come non mai.<br />
Giungemmo in prossimità della casa di Paola, e Sabina la avvertì. Con sorpresa vidi Paola inchinarsi tra le mie cosce ormai bagnate dal mio succo, afferrare i miei slip stesi sul pianale, prenderli e infilarseli nella cerniera. Non sapevo cosa fare, il solo pensiero di rientrare a casa senza slip mi stava spaventando ma eccitando allo stesso tempo. Fu così che Paola avvicinandosi mi disse: “Se le vuoi devi venire a prendertele a casa mia … cara”. “Sei una puttana Paola” le risposi. “Lo so, ma le puttane si fanno pagare, a te la mia figa la mollo gratis”; e mentre mi diceva questo mi prese la mano come per farmi scendere dalla macchina, ed io turbata da quella situazione che Paola aveva costruito la seguii come un cagnolino salutando Sabina e Simona un po’ insospettite da quel nostro parlare a bassa voce.<br />
Quando la macchina di Sabina si allontanò, Paola aprì la sua borsetta, prese il mazzo di chiavi e infilò la chiave nella serratura. Entrammo casa mano nella mano chiedendomi: &#8220;vuoi qualcosa da bere?&#8221;. &#8220;No,&#8221; risposi. Per mano mi accompagnò sul divano e mi fece accomodare, era cosi morbodo che sprofondai sofficemente tar i cuscini, abbassò le luci lasciando la stanza immersa nella penombra, mentre le sue mani sensuali accarezzavano le mie cosce. “Sai Manuela, non so cosa mi ha preso stasera in macchina ma credimi è una cosa che provavo da tempo&#8221;. Dicendomi questo appoggiò le sue labbra sulle mie e cominciò a baciarmi.<br />
A questa sua dichiarazione mi resi conto che il mondo che da tempo sognavo stava per essere offerto dalla mia migliore amica, e senza neanche avere il tempo per capire come mai non me ne fossi accorta prima mi ritrovai la mia lingua nella sua bocca in un bacio molto erotico. L’essere così eccitata mi diede il coraggio di confessarle del mio desiderio di fare amore con una donna. “Non credere che non abbia visto mia madre mentre ti guardava al bar, e di come i tuoi capezzoli si siano eccitati quando il suo sguardo si è posato sulle tue gambe.&#8221; Disse Paola. A quelle parole un forte imbarazzo pervase il mio corpo, ma ero talmente eccitata che confermai di quello che era successo al bar. Nel tentativo di darle seguito al suo racconto mi ritrovai la lingua di Paola tra le mie cosce. Io seduta sul divano a gambe aperte mentre Paola in ginocchio con indosso i suoi pantaloni senza mutandine sotto. &#8220;Mio Dio sto godendo&#8221;. Invitai Paola a sdraiarsi anche lei sul divano, avevo una grande voglia di fare a lei ciò che stavano facendo a me. Si stese sotto di me e vidi che aveva ancora addosso i suoi aderenti pantaloni bianchi che facevano risaltare le sue sinuose curve. Notai il rigonfiamento che avevano sotto la cerniera, accarezzai quel rigonfiamento, e mentre lo accarezzavo lei disse &#8220;Ora puoi riprendertele le tue mutandine&#8221;. Mentre le avvicinavo la mia fica alla sua bocca per farmela leccare, e godendo del sessantanove che stavano iniziando a fare, dapprima le abbassai la cerniera, le sfilai le mie mutandine gettandole sul pavimento, e cominciai a sfilare i suoi pantaloni. Paola mi prese la testa con le sue mani e la premette tra le sue cosce invitandomi a leccare la sua fica, non feci fatica ad allargare le sue gambe e leccare la sua fica devastata dall’eccitazione.<br />
Eravamo infoiate dai nostri giochetti erotici che in quel momento il tempo non esisteva e non ci accorgemmo che la notte stava arrivando. Il rintocco delle campane mi distrassero per un attimo dall&#8217;amplesso, e in quel momento ebbi la sensazione che io e Paola non eravamo sole. Mi accorsi che un viso riflesso nello specchio ci stava osservando. Avrei voluto alzarmi e scappare dalla vergogna, ma ero talmente eccitata che rimasi immobile e sorpresa; decisi di continuare il gioco erotico. Non sò perché ma l&#8217;essere osservata mentre facevo l&#8217;amore con Paola mi eccitava sempre più, … così ripresi a leccare. Mentre alzai il mio sguardo verso lo specchio mi tranquillizzò nel vedere una sagoma femminile riflessa. &#8220;Cazzo, ma è Marisa!&#8221; dissi dentro di me. L&#8217;essere guardata da Marisa mentre stavo scopando sua figlia fece nascere in me un desiderio perverso. Mentre guardavo quella figura riflessa notai la sua gonna alzarti e una mano infilata nelle sue mutandine. Un sommo infoiamento mi prese che iniziai a gemere dal piacere, e mentre godevo come una cagna guardavo Marisa mentre si masturbava ad occhi chiusi. Mai avrei pensato che Marisa godesse nel vedere sua figlia scopata dalla sua amica. Quando io e Paola finimmo di godere e le nostre fighette leccate ed asciugate, mi accorsi che Marisa se ne era andata. Non dissi nulla a Paola di quello che avevo visto, le chiesi solamente a che ora sarebbero rientrati i suoi genitori; lei mi disse che a momenti sarebbero tornati a casa.<br />
Esauste e soddisfatte del nostro gioco erotico ci rivestimmo e baciandoci ancora ci ripromettevamo di giocare nei giorni futuri. Mi rimisi le mie mutandine, e mentre godevo di quello che avevo visto nello specchio, il rumore della serratura mi fece destare da quel intorpidimento saffico, e voltandoci verso l&#8217;atrio vedemmo la mamma di Paola entrare in casa e guardandoci disse: &#8220;ciao ragazze come va?&#8221;. &#8220;Tutto bene - disse Paola - dove è papà?&#8221;. &#8220;Papà e andato a giocare al bar con Angelo.&#8221; Rispose Marisa mentre mi fissava sorridente.<br />
Ormai era ora di andare, la notte aveva avvolto la mia città. Salutai Paola con un affettuoso braccio sulle guance, e salutai anche Marisa, ed ella disse: &#8220;Mi raccomando, vieni a trovarci più spesso, Paola per te farebbe …. Qualunque cosa”.</p>
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		<title>La prima volta bisex</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 07:24:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Racconti Prima Volta]]></category>

		<category><![CDATA[bisex]]></category>

		<category><![CDATA[prima volta]]></category>

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		<description><![CDATA[Quel giorno d’aprile di più di trenta anni fa poteva e doveva essere un giorno qualunque ma il diavolo aveva deciso di metterci il suo zampino. Era una giornata splendida e faceva già caldo e insieme al mio inseparabile amico Marco decidemmo per quel giorno di fare a meno delle tirate ecumeniche dell’insegnante di religione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quel giorno d’aprile di più di trenta anni fa poteva e doveva essere un giorno qualunque ma il diavolo aveva deciso di metterci il suo zampino. Era una giornata splendida e faceva già caldo e insieme al mio inseparabile amico Marco decidemmo per quel giorno di fare a meno delle tirate ecumeniche dell’insegnante di religione e delle sbirciatine sotto la gonna o dentro la sempre generosa scollatura della bella e procace Anita le cui grazie però erano destinate, almeno così si diceva, ad un pubblico più maturo.<span id="more-48"></span></p>
<p>Marco mi propose di andare a trascorrere la mattinata a casa sua dove, visto che sia i suoi genitori che il fratello maggiore erano al lavoro, nessuno ci avrebbe rotto le scatole ed inoltre non avremmo corso il rischio di essere visti da amici o conoscenti.<br />
Il programma era: panini; birra; rutto libero e soprattutto una sana sbirciata in santa pace ai giornali porno che il fratello maggiore teneva, secondo lui, ben nascosti dietro la cassettiera dell’armadio.<br />
La prima parte del programma fu consumata in un amen nell’attesa della seconda.<br />
C era una bellissima bruna che teneva in bocca il grosso zucchino del mitico John Holmes e poi c’era una giovanissima lolita che praticava lo stesso sport con un erculeo cow-boy mentre un atletico mandingo la stava incredibilmente e magnificamente sodomizzando.<br />
Era la prima volta in assoluto che potevo ammirare così da vicino simili immagini e la reazione fu che mi ritrovai con una dolorosa erezione che premeva contro i pantaloni mentre Marco, più avvezzo evidentemente a simili situazioni, aveva risolto il problema liberandosi dell’impaccio dei pantaloni e sorridendo sornione mi disse<br />
- Guarda come sono eccitato.<br />
Gli slip non erano certo sufficienti a nascondere la clamorosa erezione del mio amico di cui conoscevo già la fama di extra-dotato ma quello che vedevo superava di gran lunga qualunque idea mi fossi fatto di quella sua qualità.<br />
Ne rimasi stupito, quasi affascinato e lui come se fosse la cosa più naturale del mondo mi chiese di prenderglielo in mano e masturbarlo.<br />
Ero basito, quasi pietrificato, forse per lo spettacolo o forse, più verosimilmente per la sorprendente richiesta o forse per l’eccitazione.<br />
Marco non attese che mi riprendessi e, spostato il bordo degli slip da un lato, lasciò che il suo coso balzasse fuori dritto e pieno come un fuso<br />
- Non avere paura, non c’è niente di male e se vuoi io dopo lo faccio a te<br />
disse per convincermi e senza aspettare risposta mi prese la mano, se la portò al ventre e la chiuse attorno al suo pene..<br />
Ricordo ancora come fosse oggi il mio smarrimento mentre mi guardava fisso negli occhi come se stesse cercando di capire le mie emozioni.<br />
Spinse leggermente col bacino un paio di volte per incoraggiarmi a fare ciò che desiderava e quindi aggiunse<br />
- continua tu adesso ti prego, ti assicuro che non stiamo facendo nulla di strano e se preferisci puoi fare finta che sia il tuo.<br />
Abbassai lo sguardo sul suo inguine e fissai a lungo l’immagine del cazzo del mio amico nell’abbraccio della mia mano.<br />
- E’ molto più grosso del mio<br />
dissi in un eccesso di ingenuo imbarazzo e cominciai a far andare la mano su e giù, su e giù, su e giù lentamente ma senza esitazioni<br />
Lui si era sbracato sul divano dove eravamo seduti e si godeva il massaggio in estasi e lasciandosi sfuggire di tanto in tanto un lamento o un si sospirato di approvazione mentre contemplava la mia mano scorrere lungo il fusto di carne che a stento riuscivo a contenere nel pugno.<br />
Ogni tanto mi interrompevo ma solo per lasciar correre la mano ad accarezzare con delicatezza lo scroto e subito dopo riprendevo il lavorio.<br />
Giù e il glande lucido e paonazzo appariva, su e scompariva tra le pieghe del prepuzio<br />
Che spettacolo.<br />
Marco prese improvvisamente ad agitarsi in maniera scomposta e ad agitare la testa a destra e a sinistra finché perse la testa e mi chiese di smettere di menarglielo.<br />
- ma perché, non ti piace?<br />
chiesi incredulo e deluso.<br />
- certo che mi piace, altro che ma non voglio venire così<br />
e si fece più ardito<br />
- girati<br />
disse o, meglio, ordinò<br />
- Ma perché, cosa vuoi ancora da me<br />
protestai debolmente<br />
- girati, girati<br />
il suo non era più il tono di prima<br />
- girati, ti prego non lasciarmi così o mi scoppia il cuore<br />
aggiunse quasi implorante.<br />
Non so ancora cosa fu a convincermi ma lo accontentai e alzatomi in piedi mi girai di spalle.<br />
Marco mi afferrò prontamente per le spalle e facendo pressione su di esse mi fece inginocchiare sul divano.<br />
- Tira giù i pantaloni<br />
la voce si era fatta di nuovo bassa e ferma ed io ubbidì<br />
- adesso abbassa le mutandine<br />
ed io ubbidì<br />
- ed ora appoggia la testa ai cuscini<br />
ed io ubbidì.<br />
Lo sentì avvicinarsi alle mie spalle e agitarsi brevemente finchè non vidi i suoi slip buttati per terra.<br />
Il divano si piegò sotto il peso di Marco che si stava accomodando dietro di me e forse solo in quel momento realizzai cosa stava per accadermi.<br />
Marco stava per incularmi e tutto quello che riuscì a dire fu<br />
- non farmi male ti prego<br />
Ma eravamo tutti e due troppo giovani ed inesperti e quando Marco, dopo aver appoggiato la testa del suo cazzo al mio buchino, preso da una voglia ormai impellente cominciò a spingere con troppa veemenza mi sottrassi a quello che ormai mi appariva come un tentativo di violenza e, rivestitomi in fretta e furia, scappai via.<br />
Sembra la scena di un film ma è la pura e semplice verità.<br />
Rimossi abbastanza rapidamente il ricordo di quell’episodio dalla mia mente finché, ormai adulto, qualche anno fa non incontrai casualmente il mio vecchio amico Marco all’aeroporto di Catania e, benché non abbia fatto nessuna allusione esplicita a quel fatto, qualcosa nel suo sguardo ha risvegliato in me il ricordo e, purtroppo, anche il rimpianto di quell’atto sessuale non consumato.</p>
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		<title>Mia figlia</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 07:39:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Racconti Incesto]]></category>

		<category><![CDATA[incesto]]></category>

		<category><![CDATA[padre figlia]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi chiamo Dario ho 47 anni e ho una figlia francesca di 19, io e mia figlia andiamo molto daccordo e siamo molto legati anche perchè io sono vedovo da 7 anni e a lei ho fatto pure da mamma, un girno mia figlia mi dice di avere dei bruciori al basso ventre e che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi chiamo Dario ho 47 anni e ho una figlia francesca di 19, io e mia figlia andiamo molto daccordo e siamo molto legati anche perchè io sono vedovo da 7 anni e a lei ho fatto pure da mamma, un girno mia figlia mi dice di avere dei bruciori al basso ventre e che ha prenotato una visita ginecologica, mi chiede se posso accompagnarla e visto che avevo sempre visto francesca nuda accettai di farlo.<span id="more-62"></span></p>
<p>Per strada francesca mi confessa che ha rotto col suo fidanzato da circa due mesi e che di lui non vuole sapere più nulla. Arrivati dal ginecologo entriamo quasi subito, lui fa un po di domande di rito poi invita francesca a spogliarsi e distendersi sul lettino, comincia la visita palpandole il seno poi gli chiede di divaricare le gambe, comincia a toccarla ed a esploralra, quella scena non so per quale motivo mi fa venire un&#8217;erezione, ero molto eccitato, vedevo francesca distesa che ogni tanto contraeva l&#8217;addome forse anche lei era eccitata anche perchè vedevo che era bagnata, la cosa che più mi eccitò fu quando avvicinaomi la sentivo sospirare e mentre lo faceva mi guardava. Finita la visita francesca prese dei tovaglioli e si asciugò era veramente bagnata, non trovando la spazzatura mi fece segno di non sapere dove doveva buttare i tovaglioli, allungai la mano e li presi io, mentre lei si vstiva li misi in tasca, chiesi al dottore se c&#8217;era un bagno e mentre lei parlava col medico andai nella stanzetta accanto, entrai in bagno e presi i tovoglioli, li portai al naso e li odorai, sentivo un profumo che mi mancava da tempo, visto che dalla morte di mia moglie non avevo avuto rapporti con altre donne, quel profimo quel odore, allora leccai i tovaglioli, avevo voglia di farmi una sega ma uscì sconvolto dal bagno. Il medico disse a mia figlia che non c&#8217;era niente che non funzionasse ansi che quel bruciore era dovuto alla ovulazione e che probabilmette aveva bisogno di fare l&#8217;amore, forse il medico gli diede quel consiglio perchè l&#8217;aveva sentita godere, ovviametne tutto questo il dottore lo disse mentre io ero in bagno, fu francesca a confidarmi poi a casa tutto questo.<br />
Tornammo a casa e la prima cosa che feci fu anìdare in bagno a farmi una sega, uscito dal bagno francesca stava preparando da mangiare era bellissima come sempre, ce misimo a tavola e cenammo, io non mangiai molto ero imbarazzato per quello che avevo fatto segarmi in bagno dopo la visita ginecologica di mia figlia, francesca capì che qualcosa non andava e mi chiese se era tutto apposto, io risposi di si ma lei mmi conosceva benissimo, fecimo i piatti e ci misimo sul divano a guardare la tv, lei indosso i soliti pantaloncini e canottierina per la notte, era praticamente nuda, io non ci avevo mai fatto caso ma quella sera non potevo fare a meno di guardarla.<br />
Francesca mi guardava e non capiva cosa avessi, si avvicinò mi guardò negli occhi e mi disse, papi cosa hai è da quando siamo tornati dal medico che hai sta faccia voglio sapere cosa hai, vedi franci oggi mi è capitata una cosa stranissima e mi vergogno a raccontartela, dimmi sai che tra di noi non ci sono segreti a me puoi dire tutto, svio il discorso e vado a letto, franci come la mia ombra viene a sdraiarsi accanto (franci dorme con me) dai racconta, forse sarà stato er il buio, mi faccio forza e inizio a parlare.<br />
Vedi franci oggi dal ginecologo mentre ti visitava, mi sono eccitato, vederti li a gambe aperte con le dita del dottore dentro mi ha fato venire un&#8217;erezione spaventosa, e sei nervoso per questo? anche, quando mi hai dato i fazzoletti, son andato in bangno e li o odarati e poi li ho leccati, scusami per questo ma vedi io da quando è morta mamma non ho avuto altre donne e tutta quella scena mi ha eccitato, e per concludere tornato a casa sono andato in bagno a masturbarmi pensando alla scena.Francesca dolcissima come sempre si avvicina, mi abbraccia da dietro e mi dice, vedi papi se proprio devo essere sincera anche io ero eccitatissima e forse anche per la tua presenza ho avuto un orgasmo, io non so se dobbiamo vergognarci di queso ma è sucesso e non ci possiamo fare nulla, vedi come ti ho detto il medico m ha spiegato che il mio problema è dovuto alla mancanza di rapporti quindi posso capire come ti senti tu, ansi se mi fosse possibile farei di tutto per aiutarti.<br />
Quelle parole il suo fiato sul collo i suoi seni appogiati alle mie spalle mi fecero tornate un&#8217;erezione, mi girai verso di lei nel farlo sfiorai col pene una sua gamba, lei mi guarda e mi dice, sei eccitato?, io con la voce tremolante rispodo di si, lei lascia scivolare la mano sul letto, la sento sulla coscia e sento che me lo prende in mano, non ho forze non riesco a ribbelarmi, lei abbassa i box e comincia a segarlo, dai mi dice fai finta che sono una tua amica, non lo saprà mai nessuno sarà il nostro segreto, lei si gira dandomi il sedere, si mete a 69 e lo prende in bocca, una vampata di calore mi trapassò il corpo, spostai le sue mutandine, allargai le grandi labra, era un lago, e cominciai a leccarle la fica, cominciò a gemere godeva d amatti credo chè ebbe subito un orgasmo, lei continuava a succhiarlo era veramente brava, allora la misi a pecorina e la pentrai da dientro, andavo velocissimo, sapevo che prendeva la pillola quindi potevo stare tranquillo, la sfondavo con colpi decisi, mentre la scopavo lei urlava, diceva che avevo un cazzo stupendo il più grosso che l&#8217;avesse mai scopata, era stupendo staco scopando la mia franceschina a pecora, orgasmo arrivò presto sia a per me che per lei le venni dentro oghi spruzzo era un suo nuovo sussulto, ci sdraiammo e dormimmo tutta la notte abracciati, quado ci svegliammo lei era li che i guardava, e sorridendo mi disse che era stato magnifico e che quando volevo potevamo rifarlo.<br />
Erano arrivate le ferie e con francesca dovevamo partire per le vacanze, era da tempo che avevamo deciso di andare in un villagio della valtur in tunisia, arriviamo al villagio un posto da favola, e visto cosa era successo in questi ultimi periodi abbiamo deciso di non dire a nessuno che eravamo padre e figlia ma dire di essere degli amici, quelle nostre esperienze avevano portato al massimo la nostra trasgressione, ci hanno consegnato la stanza e ci siamo liberati dei nostri indumenti per fare una doccia, io entro sotto il getto e dopo qualche secondo francesca entra con me dicendo che lo faceva per recuperare tempo, il suo strusciare mi fa venire una verga enorme, lei mi guarda e ridendo mi dice, ma sei sempre in tiro maialone, cosa vorresti adesso, lo prende in mano e comincia a segarlo, mi comincia a leccare il collo, e poi mi bacia, era la prima volta che mi baciava, sentivo la sua lingua in bocca che girava, a quel punto si inginocchia e lo prende in bocca, comincia a succhiare lo porta fino in gola, la giro e le metto il cazzo tra le gambe lo struscio contro il suo clito, poi lei si inclina e lo portadentro, scivola facilmente è bagnatissima, comincio a fotterla con colpi decisi uno dientro l&#8217;altro la sto scopando per bene, lei ha orgasmi continui come per la prima volta le vengo dentro. Usciamo dalla doccia ci vestiamo e andiamo al ristorante per mangiare, pranziamo e mentre lo facciamo francesca scherza sulla situazione che si è creata, dicendomi che ora che ha scoperto uno scopatore come me non sa se riuscirà a provare certe cose con altri, palrando mi confessa il suo desiderio di prendere il cazzo nel culo, ma che fino ad allora non lo aveva mai fatto e che avrebbe il desiderio che fossi io a sverginarla da dietro, la cosa mi manda in estasi, anche sua madre godeva molto dal culo e da quando l&#8217;avevo sfondata per la prima volta amava farsi scopare il culo.<br />
Torniamo in stanza e ci sdraiamo, io la guardo e la dico, ho una voglia da matti e tu?, anche io risponde ma vorrei ralizzare il mio desiderio, rompimi il culo, ok rispondo, vado in bagno e prendo la sua crema per le mani che è a base di glicerina, la spoglio e comincio a leccarle la fica, il suo clito spunta fuori come un piccolo pene, lo spompino per bene e aiutandomi con la lingua e con le dita spalmo la cremina che le fuoriesce sul buchetto del culo, comincio ad infilarle dentro un dito è molto stretto comincia a entrare poi comincio con due lei sente un po di dolere ma gode, la guardo e dico che è ora, lei da brava si mette a pecora allarga le bambe e pota la testa sul cuscino, vai son pronta, cominci a spalarle il culo di glicerina e continuo con le dita, entrano più facilmente, tiro fuori il cazzo e appogio la cappella, con una spinta la entro dentro, lei fa una smorsia di dolore, la guardo e mi dice di continuare, ungo anche il cazzo e comincio a spindìgere dentro è molto stretto ma lentamente comincia a scivolare, una lacrima scende sulle sue guance, ma contino la metà ormai e dentro, lei comincia a gemere comincio un movimento ondulatorio dentro fuori ad ogni spinta il suo culo penmentte l&#8217;entrata di qualche altro centimentro, i suoi lamenti aumentano, spingo sempre più forte ormai è tutto dentro, ad un certo punto lei capisce che le mie palle sbattono sulle sue cosce, mi guarda è tutto dentro vero, io si, sono contatenta, sbattimi adesso, come uno schiavo al suo comando comincio a scoparla davvero entro e esco la strada è più libera, lei gode come una cagna, dai ravo scopami sfondami siiii, non fermarti, è in preda al godimento più totale, dai scopami come una cagna, ogni sua parola mi eccita sempre di più, la spacco sento la sua vergine c arne aprirsi sotto i miei colpi, mi abbasso su duìi lei e comincio a stringele le tette, lei gode urla si muove, io continu sempre più forte l&#8217;orgamso è vicino, siiiii vengo, lei urla sembra posseduta, le sborro dentro il culo con spruzzi fortissimi la sborra fuoriesce dai bordi del mio cazzo esce a spuzzi, quando lo tiro fuori le cola tra le gambe, ha un buco enorme rosso di sangue che si mischia con la sborra, lei si stende a pancia in giù, distrutta, stramata, io mi corico su di lei le prendo le mani e le stringo, da come è iniziata la vacanza come primo giorno in una settimana di tempo immaginate cosa è successo.</p>
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		<title>L&#8217;estate di Lucio</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 07:38:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Racconti Incesto]]></category>

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		<description><![CDATA[L’estate era appena arrivata: torrida, afosa. Passavo la mattina a riposarmi, dopo essere rientrato tardi la sera innanzi: le vacanze servono anche a questo. Pranzavo con mia madre, poi, di solito,raggiungevo gli amici al bar e passavamo il pomeriggio giocando a calciobalilla o freccette.
Quel mercoledì me l’ero presa con più calma, non so perché.
Avevo pranzato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’estate era appena arrivata: torrida, afosa. Passavo la mattina a riposarmi, dopo essere rientrato tardi la sera innanzi: le vacanze servono anche a questo. Pranzavo con mia madre, poi, di solito,raggiungevo gli amici al bar e passavamo il pomeriggio giocando a calciobalilla o freccette.<br />
Quel mercoledì me l’ero presa con più calma, non so perché.<span id="more-59"></span></p>
<p>Avevo pranzato, poi mi ero chiuso in camera ad ascoltar musica.<br />
Verso le tre mi ero rivestito per uscire:<br />
“Mamma, io vado!” dissi entrando in soggiorno. Lei era seduta sul divano accanto a Nice, la figlia di un vicino di casa, più o meno della stessa età di mamma, che, fresca di separazione, era tornata a stare dai suoi.<br />
Nice era uno sballo: un top legato in vita da dove sfuggivano due seni formula Indy, pantaloncini elasticizzati a stringere due cosce rotonde e sode.<br />
&lt;&lt;Anche il culo deve essere da sballo&gt;&gt; pensai, esattamente il contrario di mamma, esile, minuta, anche se sicuramente bella, ma di una bellezza diversa, meno appariscente, più gentile.<br />
“Oh! Scusate, buongiorno. Non sapevo ci fosse compagnia.”<br />
“Nice viene a prendere il caffè ogni giorno verso quest’ora. Ti ricordi di Lucio, vero?”<br />
“Lucio?!? Madonna come sei cresciuto! Ti ricordavo ragazzino e, invece, eccoti uomo. E che uomo. Hai un fisico da far girare la testa. Palestra? Come sei sviluppato!”<br />
Io mi pavoneggiavo tranquillo. non sono tipo da imbarazzarsi. Mia madre sorrideva lusingata.<br />
“Ma sei proprio tutto così sviluppato?” continuò Nice.<br />
Feci scivolare le mani da sotto a sopra sul mio corpo come dire &lt;&lt;guaradare per credere&gt;&gt;.<br />
“Mi piacerebbe vedere!” ripetei il gesto avvicinandomi.<br />
Prontamente lei mi abbassò la zip: ero meravigliato ma lasciai fare, mentre mia madre, timidamente, protestava.<br />
“Nice…cosa fai? ma ti pare….?”<br />
Ignorandola, lei estrasse il mio arnese:<br />
“Minchiolina, che trapano! E’ anche più sviluppato del resto.”<br />
Effettivamente, credo di poter vantare un signor cazzo, magari non eccessivamente lungo, ma dotato di una bella circonferenza. Nice continuava a fissarlo ammirata e mia madre, rossa in volto (imbarazzata lei) martoriava il leggero vestito.<br />
Nice tese la mano a toccarlo e lui prontamente reagì, cominciando a sollevarsi:<br />
“E’ una bestia!” esclamò ancora mentre avvicinava le labbra, impossessandosene.<br />
Cominciò un lavoro di lingua e di bocca come mai avevo ricevuto nella mia vita, non riuscivo a trattenermi dal mugolare.<br />
“Provalo un po’anche tu.” disse lasciandolo un istante e rivolgendosi a mia madre.<br />
“Ma sei pazza?” simulò un sorriso.<br />
“Almeno toccalo! Su, che male c’è?”<br />
Mia madre tese la mano, tentennando, fino a sfiorarlo, dapprima, poi più decisa, fino a stringerlo, mentre nice tornava ad avvilupparlo con la lingua e stringerlo tra le labbra.<br />
Mi lasciai andare in un orgasmo copioso, che riversai nella bocca e sul volto dell’amica, che lo ricevette felice, continuando a leccare il mio magnifico gelato.<br />
Si ricompose,mentre andavo a sciacquarmi la sentì mormorare a mia madre:<br />
“Senza offesa, decisamente meglio del tuo caffè! Hai un ragazzo d’oro, Lisa!”<br />
Quando fui di nuovo pronto per uscire, Nice era andata via e mia madre era sola in cucina:<br />
“Bhe, io vado, mamma.”<br />
“Lucio!” mi fermò lei.<br />
“ Sì, mamma, cosa c’è?”<br />
“Nulla… e che volevo chiederti scusa per prima… sai…. di Nice… e poi…”<br />
“Ma scusa di cosa? Io mi sono divertito.”<br />
Avevo preso la via della porta.<br />
“Lucio!” mi chiamò ancora.<br />
“Dimmi, mamma!”<br />
“Volevo chiederti…. Sì, insomma…”<br />
“Allora?”<br />
“Me lo faresti rivedere?”<br />
Non riuscì a trettenere un moto di stupore.<br />
“E che, a questo punto, volevo vedere come sei cresciuto e Nice mi ha lasciato ben poco.”<br />
“Per me, mamma, non c’è problema. Ma se poi succede come prima?”<br />
“Come prima, cosa?”<br />
“Che lui si eccita. Sai non ti vede e dubito che ti riconosca!” sorrisi ammiccando.<br />
“Se succede… com’è naturale… Sai anch’io sono brava, forse non come Nice, ma me la cavo.”<br />
Credevo di sognare, eppure era tutto vero.<br />
“Fai tu, allora!”<br />
Mi avvicinai a lei, che intanto si era seduta. Tirò i pantaloni dalle tasche, stringendoli sul davanti, come per valutare l’effetto nascosto. Poi me li sbottonò: prima il bottone, poi la zip. Accompagnò con gesti misurati i calzoni che si arrotolarono ai miei piedi, lasciandomi in mutande davanti a lei. Sollevò lo sguardo a fissarmi negli occhi:<br />
“Sai che sei davvero bello?” le sorrisi.<br />
Con le dita si intrufolò tra l’elastico degli slip e la mia pelle, tirandole giù ad abbassarre l’intimo.<br />
Già quei semplici gesti, la grazia con cui erano compiuti, l’idea che a farlo fosse mia madre avevano fatto effetto e Dick l’aspettava sull’attenti.<br />
“Come prevedevo. E’ successo!” disse non appena se lo trovò di fronte in tutta la sua maestosità. “E’ veramente bello, sai? Proprio quello che una donna vorrebbe trovare sul suo uomo. Ora dovrei mantenere la promessa…”<br />
“Non ti preoccupare, mamma… se non ti va…”<br />
“Non sarebbe giusto! Ti ho dato la mia parola. Però non so se riuscirò a reggere il confronto.”<br />
Afferrandomi i testicoli con lamano, mi tirò dolcemente a se, posandomi la lingua sul glande e facendola, poi, scorrere fin giù allo scroto, alle sue dita. Era così diverso dal modo di fare di Nice, ma non so dire quale mi piacesse di più. Era dolce in tutti i suoi gesti, delicata. Mi leccò sulla pancia, lì dove iniziano i peli del pube, scivolando con la lingua fino all’ombellico e continuare poi dall’altra parte. E poi ancora sul glande, sul filino, sullo scroto, prendendolo in bocca, di quando in quando. Impazzivo di piacere.<br />
“Mamma, continua ti prego. Non ti fermare!”<br />
“Neanche tu, amore! Trattami come hai trattato Nice. Non mi darà fastidio.”<br />
Non ci avevo pensato neanche per un attimo a trattarla diversamente e quando sentì il piacere attraversarmi il corpo preannunciandomi l’orgasmo, non l’avvertì neanche, al punto che il primo fiotto la sorprese, provocandole un istintivo moto del capo. Fu un attimo: tornò ad occuparsi del gingillo che continuava ad eruttare, accogliendo in bocca tutto quello che le riversavo, finche ne ebbi una goccia, poi se lo strofinò dolcemente sulla guancia, come volesse pulirlo ed infine lo salutò con un bacio sulla punta, rivolgendomi un<br />
“Grazie!”<br />
“Non è una frase di circostanza se ti dico che è stato un piacere, mamma!”<br />
“Ti è piaciuto davvero? Non sono poi così male, vero?”<br />
“MALE???? Sei fantastica, mamma. Mi augurerei solo che ti venga voglia di vederlo più spesso.”<br />
“Non diventare porcellino, ora. Stavolta è successo!”<br />
Tornai a lavarmi e questa volta riuscì a raggiungere i miei amici al bar.</p>
<p>L’indomani, dopo pranzo, me la presi di nuovo con calma, ma stavolta ero ben conscio del motivo. Lasciai lo stereo spento per sentire tutti i rumori che venivano di là, aspettando il trillo del campanello, poi perfettamente in tiro, uscì. Come il giorno prima erano sedute sul divano a chiaccherare e l’argomento del giorno ero io e quello che era successo il giorno prima:<br />
“Spero non ti abbia dato troppo fastidio.” diceva Nice.<br />
“Non ti preoccupare. E’ grande. Se non avesse voluto si sarebbe potuto tirare indietro.”<br />
“Fortuna che non lo ha fatto. Sarebbe stato un peccato perdere una simile occasione!”<br />
Risero entrambe di gusto.<br />
Entrai, con un colpo di teatro, come si conviene ad un protagonista:<br />
“Se non avete altri programmi che mi coinvolgano, io andrei.”<br />
Si guardarono un attimo, poi ripresero a ridere.<br />
Fingendomi offeso, feci finta di andar via.<br />
“Aspetta.” la voce di Nice arrivò prima di quanto aspettassi “Se ti và, vorrei ricambiare!”<br />
“Cioè?” chiesi simulando.<br />
“Ti farei vedere la mia passerina. E’ un po’ secca, avrebbe tanto bisogno di cure.” dicendolo aveva cominciato ad abbassare i bodypant, sotto cui non aveva nient’altro. Un pelo folto e nero cominciò a fare capolino. Si sollevò, voltandomi le spalle e dandomi modo di verificare che quel che pensavo del suo culo era un’approssimazione per difetto: alto, sodo, modellato. Non riuscivo a distogliere lo sguardo. Si piegò in avanti:<br />
”Tocca, vedi come è secca, avrebbe bisogno di cure!”<br />
Non era secca per nulla: umori colavano copiosi al punto che non mi trattenni dall’intrufolarmi sotto di lei per cominciare a leccarla di gusto. Mia madre osservava taciturna. Non fingeva più né imbarazzo né rabbia. Nice si dimenava sotto i colpi della mia lingua, gratificandomi di umori, Ebbe un primo orgasmo, così rumoroso da spingerla a scusarsi con noi. Fu un attimo: si riprese, mettendosi sul tappeto ed invitandomi su di lei. Non me lo feci ripetere e, sguainata l’arma, mi lanciai alla carica. Le dimensioni della mia bestia non furono un ostacolo alla penetrazione, l’esperienza della donna e l’abbondante lubrificazione della fica consentirono che Dick scivolasse senza problemi in quella caverna, esplorandone la cavità e solleticando ogni punto sensibile della stessa, fino a portare Nice ad un secondo orgasmo, proprio mentre anch’io me ne venivo, inondandole l’utero del mio sperma.<br />
Mi abbandonai accanto a lei, cercando le sue labbra da baciare, mentre lei raccoglieva il mio seme che le colava tra le gambe e se lo spargeva sul ventre. Sentì una mano scompigliarmi i capelli e mia madre che diceva:<br />
”Vado a fare un altro caffè. Questo si è freddato ormai,diavoletti!”</p>
<p>Quando ritornò, aveva un vassoio con tre tazze:<br />
“Non farete freddare anche questo, spero!” disse smorzando gli entusiasmi di Nice, intenta a suggermi un capezzolo, mentre con la mano armeggiava sul mio sesso, che aveva preso a svegliarsi. Tornò a sedersi accanto a mia madre, senza rivestirsi, mentre io mi accucciolavo sul tappeto, proprio di fronte a loro:<br />
“Non so se si è capito, ma è il tipo di sport che preferisco, e voi?”<br />
Non rispondemmo, ma ci scambiammo uno sguardo carico di complicità. Sorseggiavo il mio caffè, lasciando che lo sguardo ondeggiasse da una all’altra dellemie dirimpettaie. Lo spettacolo offertomi da Nice era senza dubbio stupendo e mi prendeva la voglia di fare un confronto.<br />
“Si può sapere cosa pensi, giovanotto? sei diventato di colpo così taciturno.”<br />
“Pensavo che ora mi piacerebbe vedere quella dimia madre.”<br />
Mi sembrò di aver solofinito di pensarlo, più che di dirlo.<br />
Lei si era alzata dal divano e stava sfilando il vestito: due piccoli seni, ma ben formati e sodi, affascinarono il mio sguardo. Poi più giù, dove coperto da un perizoma velato c’era ilsognomai confessato.<br />
&lt;&lt;Non traspare nulla!&gt;&gt; pensai.<br />
Il vestito, dopo un piccolo volo, andò a posarsi sul divano, dove prima c’era mia madre.<br />
Ora era il perizoma che andava via.<br />
Uno spettacolo indimenticabile, una vera opera d’arte: completamente rasata, se si esclude un piccolo ciuffo, portato corto, proprio sopra il monte di Venere; un ventre piatto e senza grinze, a dispetto dell’età, si estendeva tra quella meraviglia e il seno. E, più su, quel volto e quel sorriso, che tante volte mi avevano consolato e coccolato, ora mi promettevano altro. Sollevò la gamba, portandosi su di me: guardavo ora dal basso in alto, con quella figa spalancata alla mia portata:<br />
“Si vede bene di là?”<br />
“Sì, mamma. Benissimo. Troppo bene per non baciarla!”<br />
“Va bene, allora. Fallo!”<br />
Presi in bocca quelle labbra carnose e cominciai a succhiare, poi mi diressi verso il clitoride, mentre con le mani mi ero appeso ai suoi glutei, sodi, magnifici.<br />
Nice cerco di afficinarsi, per unirsi a noi, ma mia madre la scacciò con un gesto gentile e deciso al contempo:<br />
”Ora guarda tu!” le intimò.<br />
Ignorai quel piccolo diverbio, continuando a dedicarmi a quella figa che ora distillava umori. Sentivo mamma fremere. Fremere e gemere di gemiti sommesi, quasi impercettibili, così diversi dagli strilli e dai mugoli di Nice. Mi alzai, la feci posare con le mani sulla spalliera del divano, quindi la penetrai. Ebbe solo un momento di resistenza, poi si abbandonò al mio volere: stavo scopando mia madre ed ora sapevo che era quello che volevo da sempre e sapevo anche che era magnifico. Lei assecondava i miei ritmi, continuando a fremere, mentre, lì accanto, Nice si sgrillettava furiosamente. Mamma sentì il piacere crescere e mi invitò a darci dentro, poi uscì di colpo, irrigidendosi e cadendoesausta sul divano. Tornai a leccarle la figa che ora era fradicia di umori agrodolci, aveva un profumo che mi inebriava e quella sua mano sulla testa, che mi carezzava assecondando i miei movimenti, era nuova carica.<br />
La invitai a prendere la posizione che era stata di Nice, sul tappeto e ancora le fui dentro. Avessi potuto sarei rimasto così per l’eternità. Le sue mani, aggrappate alle mie spalle premevano sulla mia pelle, le sue unghia penetravano in essa, dandomi, stranamente, una sensazione di piacevole dolore. Aumentai il ritmo dei miei colpi, mentre lei stringeva le cosce, attanagliandomi. Infine, all’unisono, liberammo un urlo lungamente represso, donandoci reciprocamente il piacere. Rimasi ancora dentro di lei, mentre lei mi attirava, coinvolgendomi in un bacio, che, pensai, avrebbe fattoimpazzire chiunque da solo. Continuammo a baciarci fino a che un grido acuto non ci riportò al mondo: Nice era venuta anche lei, nel suo modo appariscente, masturbandosi. Ora eravamo di nuovo in tre, a chiacchierare:<br />
“E brava Lisa! Ci hai messo poco a superare le tue paure,eh?!?”<br />
Mia madre non rispose, ma le si avvicinò, posandole una mano sul seno. Poi tese il capo, fino a raggiungere con lelabbra la bocca di lei. Vidi le loro lingue cercarsi, unirsi e le loro mani andare alla scoperta del corpo, una dell’altra. Rimasi a guardarle mentre le loro carezzesi facevano via via più intime, mentre mia madre, ruotando sul divano, raggiungeva la figa di Nice con la bocca, offrendo all’amica la sua. Non intervenni, ero come immobilizzato: attratto da quella scena, dalle movenze così diverse delle due donne, entrambe abbandonate al piacere. Le guardai donarsi un orgasmo e infine ricomporsi, dopo un ultimo bacio.<br />
Quel pomeriggio rinunciai ad uscire: troppi, piacevoli accadimenti in due giorni Avevo bisogno di riposo, così, quando Nice fu andata via, chiesi a mia madre di dormire con me, per ritemprarci un po’.</p>
<p>All’indomani mattina, fui svegliato da una carezza che percorse tutto il mio corpo. Aprì gli occhi: mia madre era seduta sul letto, un raggio di sole, filtrando dalla tapparella, si proiettava sulla sua nudità, donando alla sua bellezza un aurea di divinità. Si chinò a baciarmi dolcemente:<br />
“Stanotte c’è stato movimento in camera vostra, o sbaglio?”<br />
“Tuo padre ha voluto la sua parte!” rispose con un sorriso “Ed ora io vogliola mia!”<br />
“Ah! Cominciamo al mattino!?”<br />
“Se aspetto il pomeriggio, Nice ti salta addosso come al solito ed io devo starmene in panchina. E poi vorrei chiederti una cosa.”<br />
“Cosa?”<br />
“Vorrei un rapporto anale con te, ma, viste le dimensioni del tuo coso, o paura che mi faccia male e non voglioci sia nessun altro.”<br />
Sembrava un pulcino: credo fosse un po’imbarazzata, ancora, a parlarmi delle sue fantasie, a chiedere di realizzarle con me. La baciai a lungo, con tenerezza, poi la feci distendere sul mioletto. Aveva una pelle vellutata e profumata, tutto di lei mi parlava di qualcosa che travalicava il sesso. Nice era una macchina da letto, una vera troia. Mia madre era la gioia di trovare nel sesso la completezza di una corrispondenza di sentimenti. Continuai a carezzarla, poi introdussi due dita nella sua vagina, per lubrificarle coi suoi umori. Lentamente cominciai ad affondarne uno nel culo: mi accorsi che era già dilatato, non era la sua prima esperienza. Continuai, comunque, a lubrificare, poi la feci voltare. Lei inarcò la schiena, portando il culo in su per facilitarmi. Puntai Dick sulsuo buchino e cominciai a spingere lentamente: sentì le lenzuola tendersi sotto di me. Mia madre le stava stringendo con le mani. La bocca serrata a contenere un dolore che, per quanto mi fossi adoperato prima e usassi cautela al momento, doveva sembrarle insopportabile. Mi fermai e stavo per uscira:<br />
“Continua a spingere, ti prego! E’ stato così anche la prima volta, ma poi cede e mi piace.”<br />
Ripresi a penetrarla e spinsi fino a che non fu tutto dentro, poi cominciai a stantuffare lentamente. L’orifizio anale cominciava ad abituarsi e finalmente il dolore cedevail passo al piacere:<br />
“Spingi, ora, dai!” mi incitava mia madre ed io non me lo feci ripetere. Ci diedi dentro d’amore di gusto fino a scaricarle nell’intestino una gran quantità di sborra, abbandonandomi poi sulletto, con lei accanto.<br />
Rimanemmo così fino all’ora di pranzo, felici, uno accanto all’altra.<br />
Dopo pranzo, come al solito, arrivo Nice, ma, ormai, non era più interessata al caffè:<br />
“Vieni! Ti faccio il servizio che ho fatto a mamma, stamattina.”<br />
“AH! Brava, bell’amica. Hai già consumato. Spero ne sia rimasto per me.”<br />
Ad essere sincero, cominciavo a sentirmi stanco, ma ancora per oggi ce l’avrei fatta. Infatti, la troia rimase soddisfatta, anche se pretese da mia madre lo stesso trattamento del giorno prima, a titolo di scuse per non averla aspettata.<br />
Mentre andava via, si fermò:<br />
“Lucio… che ne diresti di farmi conoscere qualche tuo amico. Potremmo divertirci insieme, sarebbe stupendo.”<br />
“Contaci. I miei amici saranno felici di conoscerti, sia soli che in gruppo.”<br />
Quando fu uscita, mia madre mi cinse con le braccia, mi baciò:<br />
“Io, però, non voglio conoscerli. A me basti tu.”<br />
“OK, mamma! Ma solo per ora. Più in là voglio scoparti insieme a loro!”<br />
Sorrise.</p>
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		<title>Orgia tra amici</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 08:36:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Racconti Coppie]]></category>

		<category><![CDATA[Racconti Orge]]></category>

		<category><![CDATA[orgia]]></category>

		<category><![CDATA[scambio coppie]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi chiamo franco ho 38 anni e sono sposato da circa dieci anni con sandra 32 anni, questanno siamo andati con una coppia di amici paolo e roberta, ad una festa di carnevale vestiti in maschera siamo entrati nel locale dove prima c&#8217;è stota una cena poi si sono aperte le danze, la serata era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi chiamo franco ho 38 anni e sono sposato da circa dieci anni con sandra 32 anni, questanno siamo andati con una coppia di amici paolo e roberta, ad una festa di carnevale vestiti in maschera siamo entrati nel locale dove prima c&#8217;è stota una cena poi si sono aperte le danze, la serata era iniziata molto bene la musica era molto gradevole e noi quattro ci divertivamo da matti. <span id="more-106"></span></p>
<p>Verso le 3 eravamo molto stanchi e un po brilli e considerando che eravamo rimasti non molti il dj ha cominciato a metere un po di musica leggera, prima io ho ballato un lento con mia moglie e paolo con la sua, alla fine del ballo io sono andato in bagno, tornando ho visto che paolo stava ballando con sandra, vedendo roberta seduto gli ho chiesto se voleva ballare, lei ha accettato e ci siamo trovati a ballare ogniuno con il partener dell&#8217;altro.<br />
Fino a quà niente di strano penserete voi, solo che dopo un po che ballavamo ho notato che paolo forse anche un po preso dal&#8217;alcol si strusciava un po troppo e quando si è staccato per un attimo ho notato che aveva il cazzo eretto perchè aveva una grossa spogenza sulla patta dei pantaloni, la cosa mi cominciò a dere fastidio ma ossevando bene la scena, notavo che sandra appogiata a paolo e con la testa sulla sua spalla, aveva un&#8217;espressione molto eccitata e notavo ancora più incredulo che anche lei si strusciava.<br />
Stranamente guardando quella scena la cosa eccitò pure me che ad un certo punto mi ritrovai con un cazzo enorme dentro i pantaloni, il mio gonfiore fu notato immediatamente da roberta che comunque faceva finta di nulla e comunque la cosa non gli dispiaceva perchè anche lei cominciò a strusciare la sua fica sul mio cazzo.<br />
La cosa durò per un po e abbiamo balloto almeno tre balli sicurametne ognuno con la speranza che nessuno decidesse di cambiare.<br />
Ad un certo punto il dj invitò tutti al banco del bar per mangiare i cornetti caldi, a quel punto ci guardavamo in faccia e nessuno dei quattro aveva il coraggio di dire nulla fu paolo scherzando a rompere il ghiaccio dicendomi, non&#8217;è che ti sei eccitato a ballare con mia moglie?<br />
lo guardai e risposi dopo qualche secondo forse potrei chiedere a te la stessa cosa, lui mi guarda e dice, mi sa che quì ci siamo eccitati tutti.<br />
Nervosamente le ragazze presero qualcosa da bere e nemeno avevano il coraggio di alzare gli occhi, è vero che eravamo tutti molto eccitati ma e pur vero che la cosa era nata per caso dalla buona fede e dalla grande alìmicizia che ci legava.Dopo i cornetti il dj ci invitò nuovamente a ballare ma questa volta ognuno con le proprie mogli, mentre ballavamo ho avuto modo di scambiare due chiacchere con sandra la quale mi confessò di essere bagnatissima per quello che era successo e che la cosa gli era piacuta molto e anche se si vergognava un po l&#8217;avrebbe rifatto volentieri, io ero molto nervoso ma a dirla tutta anche io avrei scambiato volentiri nuovamente, forse paolo e roberta facevano gli stessi discorsi perchè notavo che ci guardavano continuamente, come se tutto fosse il massimo della normalità ci avvicinammo e senza dire nulla scambiammo nuovamete le coppie, questa volta gli strusciamenti si fecero più intensi e la situazione diventava sempre più eccitante, strusciavo contro roberta e guardavo paolo che con molta più iniziativa di me stava scendendo con le mani sul culo di sandra che gradiva molto la cosa e con gli occhi chiusimuoveva continuamente la testa, mi feci coraggio e anche io cominciai a toccare il bel culo di roberta che ad un certo punto cominciò a toccarmi il cazzo, non capivo più nulla o meglio non capivamo più nulla cominciammo a baciarci io roberta paolo sandra, a quel punto non si poteva più restare li, il locale era anche un albergo, e decisimo di prendere una stanza matrimoniale.<br />
Senza parlare e senza guardarci negli occhi salimmo in camera ci misimo sul letto ognuno con i partener opposti e cominciammo a fare il più eccitante 69 della nostra vita, vedere paolo che sfilava le mutande a sandra vedere lei abbassare i pantaloni di paolo prendere il suo cazzo in mano portarlo in bocca mi eccitò a tal punto che avevo un cazzo enorme sembrava stesse per scoppiare, anche io e roberta cominciammo il nostro 69.<br />
Dopo un po mi spostai mi misi dietro roberta e guardando sandra e paolo cominciai a scoparla a pecorina, lei urlava come una pazza, lo stesso fecero sandra e paolo paolo si mise dietro di lei e la penetro violentemente, sandra aveva dentro il cazzo di paolo era il primo cazzo che la sfondava dopo il mio, conoscendola bene aveva orgasmi continui uno dopo l&#8217;altro, lo stesso valeva per roberta che continuava ad urlare come una partoriente, anche per me e per paolo l&#8217;orgasmo arrivo presto quasi contemporaneamente, entrambi spruzzammo dentro le fiche delle ragazze. quasi esausti ci sdraimmo sul letto restando fermi e ziti per una mezzora, poi ci rivestimmo e tornammo a casa.<br />
Con sandra abbiamo parlato della cosa e abbiamo fatto l&#8217;amore per calmare i bollenti spiriti.<br />
Quella sera fu ovviamente solo l&#8217;inizio di una grande storia di scabi di coppia.</p>
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		<title>Quella Porca di mia moglie</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 08:17:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Racconti Coppie]]></category>

		<category><![CDATA[moglie]]></category>

		<category><![CDATA[porca]]></category>

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		<description><![CDATA[Mia moglie è una giovane signora di 35 anni ben portati, dicono ne dimostri 10 di meno, bel fisico, alta 1,65 tg 40 e 3 di seno, capelli neri lunghi, pratica molta palestra per potersi mantenere in forma e ovviamente si veste in modo da rederlo ben visibile&#8230;.
quasi sempre minigonne abiti aderenti e a volte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mia moglie è una giovane signora di 35 anni ben portati, dicono ne dimostri 10 di meno, bel fisico, alta 1,65 tg 40 e 3 di seno, capelli neri lunghi, pratica molta palestra per potersi mantenere in forma e ovviamente si veste in modo da rederlo ben visibile&#8230;.<span id="more-91"></span></p>
<p>quasi sempre minigonne abiti aderenti e a volte traspaenti, tacchi a spillo, e tutto quello che puo servire per non passare mai inosservata, sia che vada al lavoro o a fare la spesa con me, e a me non dispiace, fossi stato un marito geloso non sarebbe stata la donna ideale , io invece condividevo sempre le sue scelte.<br />
Una sera decidemmo di andare ad una festa in una villa di amici, non era molto caldo ,ma non faceva neanche piu freddo, per l&#8217;occasione si compero un completo formato da top in pizzo nero e una microgonna cortissima uguale ,molto trasparente, dal quale si notava che non indossava il reggiseno e portava un miniscolo perizzoma nero, autoreggenti ,scarpe con tacco e zeppa altissime nere, la serata passò velocemente .lei ovviamente era la centro di molte attenzioni e gentilezze, e di questo me ne compiacevo molto con lei, ad un cero orario molte coppie se ne erano andate ,lei stava ballando ,circondata da molti uomini,alcuni li conoscevo altri erano sconosciuti perlopiu amici di amici, il padrone di casa mi chiese se poteva presentarla ad alcuni suoi amici, io diedi il mio consenso ,lei lo segui in terazza e li ci furono le presentazioni, inizio a parlare con il gruppetto,io allora mi alzai per poterla vedere meglio, lei si era seduta sul braciolo di una poltrona, con la luce che gli rimbalza contro la trasparenza del succinto vestino era ancora piu accentuata ,tanto che si vedeva chiaramente che non indossava il reggiseno, da dietro il perizzoma sembrava inghiottito dal suo meraviglioso culo, che la cortissima gonna copriva appena, lasciando ampiamente scoperte le gambe appena velate dalle autoreggenti superbamente in vista, quando mi vide si alzo e tento di allungarsi la gonna per coprirsi un po di piu, ma io la fermai e le dissi prendendola per i fianchi&#8221; ferma cosa fai? lasciati guardare sei eccitantissima&#8221; e le tirai un po la gonna sui fianchi,lascaiando scoperto il bordo delle calze e del culo, in bella vista a favore dei suoi nuovi amici che subito voltandosi mi presentò prendendomi per mano e daccompagnarmi in mezzo aloro che gia la stavano mangiando con gli occhi.<br />
Il padrone di casa ci invitò tutti a sorseggiare un ottimo vino, bevendo e assaggiando sentivo , e vedevo, che la serata si stava riscaldando, lei rideva e scherzava amabilmente con tutti,a volte appoggiandosi con le sue gambe sulle loro gambe, o con il seno sulle bracia, cosi da fargli sentire quanto era sodo, muovendosi in maniera provocante la mini, ormai,le copriva appena il culo,la vedevo molto disinibita e a suo agio, decisi allora di far convergere la discussione sul fisico di mia moglie lodandone la doti e la sua maniacale cura, facendo notare quanto era tonico il culo e le gambe, ovviamente tutti convergevano sulle mie supposizioni, poi con la scusa di far notare i muscoli chiesi a lei di stringere le chiappe,lei mi guardo con un sorisetto malizioso e si volto dandoci le spalle ,io allora le presi la mini e gliela arrotolai sui fianchi lasciandola a culo scoperto, iniziai a tastarlo e invitai un altro a fare lo stesso pre sentire la consistenza dei suoi muscoli, &#8220;e già eproprio tonico&#8230;. e anche un gran bel culo&#8221; sentenzio il signore cha avrà avuto una cinquantina d&#8217;anni,lei era immobile ma sentivo e notavo la sua eccitazione per quella situazione , a culo scoperto davanti a degli estranei, la cosa la doveva eccitare parecchio, eccitava anche me, oltre che ai presenti, presi l&#8217;iniziativa, la feci voltare e ,davanti a tutti, dopo avergli fatto alzare le braccia le sfilai la mini ed il top lasciandola solo con le autoreggenti ed il perizzoma sopra agli alti tacchi, le palpai il seno ,invitando gli altri a fare lo stesso, lei era immobile al centro a 4 uomini che le palpavano le tette ed il culo, le feci divaricare un po le gambe e le strappai il perizzoma ed inizia a masturbarla facendo entrare due dita nella sua bagantissima figa, lei mugolo, allora mi avvicinai al suo orecchio edopo averglielo leccato, come il collo, gli dissi&#8221; ti piace essere toccata da tutti e? ti piace vero sei proprio una gran troia adesso ti faccio scopare da tutti vuoi?&#8221; dalla sua bocca usci un flebile &#8220;si&#8221; lei era gia in preda alla goduria piu totale sentirsi toccata da quella multitudine di mani gli provocava gia piacere,io intanto proseguivo nella mia opera masturbandola con tre dita nella figa e due nel culo, la mia mano ormai era piena di umori, che cercavo di trasferire nel buchetto del culo per lubrificarlo, poi mi rivolsi al grupetto, &#8220;questa gentile signora e mia moglie ed è anche una bella troia,quindi io vi concedo il piacere di scoparvela&#8221; il gupetto non perse molto tempo e segui alla lettera il mio invito, si spogliarono alcuni per intero ,altri solo i pantaloni, ma tutti con il cazzo in erezzione,la fecero inginocchiare e a turno glielo misero in bocca ,lei li succhio. poi la misero a 90° appogiandola alla poltrona e se la scoparono a turno ,ma poi inserirono delle varianti, continuarono a sbattersela in tutte i modi e posizioni possibili,davanti ad un improvvisato pubblico di una decina di uomini vedevo che lei ci stava sempre , allora mi avvicinai e gli dissi&#8221; sel proprio una gran troia ti piace essere scopata vero?&#8221; lei rispose ,sempre con un fil di voce, &#8220;si&#8221; allora gli misi il cazzo in bocca e gli sborrai denrto tra gli applausi del pubblico,quando i quattro ebbero sodisfatto le loro voglie si rivestirono e avanzarono una idea per finire in belezza la serata.</p>
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		<title>Nulla di conosciuto</title>
		<link>http://www.parole-erotiche.com/racconti/2008/07/nulla-di-conosciuto/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 06:10:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Racconti Sadomaso]]></category>

		<category><![CDATA[BDSM]]></category>

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		<description><![CDATA[C’era una volta un master, descritto in un racconto che percorreva passi in volta di cronologia, in un percorso di una prima volta… Quel racconto, inviato ad un concorso, non selezionato perché non conteneva catene e sangue, fu poi assurto agli onori della cronaca scritta su carta da una scelta successiva… 
Parlava di una donna, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’era una volta un master, descritto in un racconto che percorreva passi in volta di cronologia, in un percorso di una prima volta… Quel racconto, inviato ad un concorso, non selezionato perché non conteneva catene e sangue, fu poi assurto agli onori della cronaca scritta su carta da una scelta successiva… <span id="more-33"></span></p>
<p>Parlava di una donna, che sceglieva, come si fa con un mappamondo per una località remota, quando si ha voglia di girare il mondo, il suo punto di inizio avventura, in veste di persona. Parlava di emozioni descritte in movimenti e gesti, e di una scena chiusa in una camera di motel. Parlava di un uomo vestito di panni non portati bene, della sua incapacità di usarli, di un controllo mal gestito e inesistente, della sua trasgressione alla vita in convenzioni sociali, vista in comode menzogne ad una moglie ed un figlio, di cui lei, la donna, sapeva bene, nonostante le sue convinzioni e regole intime e personali. Parlava di un ruolo relegato in un fotogramma da film a luci rosse, di vergognose soste senza scendere dalla macchina se non per chiudere una porta di una camera, di bende e mollette e corde, visioni infantili e azzardate dell’autrice, protagonista, dello scritto.<br />
Parlava di conduzioni non condotte, di emozioni forti gestite in totale individualità e da una parte sola. Parlava di strane cose raggruppate a grappolo da seguire una ad una.Il ritmo era incalzante, il tono sensuale forte, ma tutto apparteneva a lei, che non sentiva e vedeva in quell’uomo, nel passato e nel presente il signor xxxxxxx xxxxxx, nulla di più di quel che si era portata appresso lei, immaginato lei, creato lei. Non parlava di fragilità e impotenza fisica che lei stessa avrebbe in quell’occasione e dopo trovato in uomini vestiti di quelle vesti, il master. Non parlava del suo specchiarsi in uno specchio che la rendeva più sola e più forte in una ricerca difficile, dentro e fuori di sé. Non parlava del suo seguito e del cedere il ruolo così poco reale in quello opposto , di questo misero e piccolo master. Non parlava della pochezza di emozioni ricevute, ma così attentamente cercate e finite per disegnare in una cronaca di realtà. Non parlava del coraggio di concepire uso e abuso in due ore di recita con uno sconosciuto, in un teatro che vede attori avvicendarsi su un palcoscenico sempre gremito. Non parlava di realtà, se non in quelle solite di cui tutti si fanno comodi assertori e negatori e maschere di carnevale.<br />
Lei era una un salame legato male, traboccante inestetiche pose, lui l’uomo che non sa nemmeno comodamente possederla, diciamo “normalmente”? Ma si inventa o riporta, scene cercate la notte prima nei libri di testo sadomaso, quelli a livello elementare, per il conseguimento del brevetto a saper leggere e scrivere, non superato per grave deficienza di mezzi fisici e mentali, per presunzione di infrazione di regole umane e di onestà, per mancanza di strumenti personali.</p>
<p>C’era una volta un master, seduto sul sofà. Diceva alla sua schiava, raccontami una storia.<br />
La storia incominciò</p>
<p>C’è oggi la stessa donna, legata ad un invisibile e forte laccio, corto corto, da levarle il fiato. La città è la stessa…roma. I suoi passi , gli aerei , gli aeroporti… Il master, l’uomo che sta seduto, la possiede. Ha la forza quasi inconsapevole di tenerla lì. Quando lei ha cercato di scostarsi il nodo alla gola si è fatto stretto, il respiro impossibile. Una volta o tante e tutte , lei ha percorso gli stessi scalini sugli stessi aerei, in mezzo il tempo ha descritto archi molto diversi. Ma lei è qui, legata a lui, rabbiosa e furente per quello stato, quello che lei tanto ha cercato. Lui, ha strumenti elaboratissimi, lei striscia per il perdono di un suo gesto, facendolo ancora con presunzione e sguardi iracondi. Lui fa un gesto e lei corre dentro a porgersi per poterlo servire, per accorgersi che lo fa in modo sbagliato, che esige un rispetto che non da, che esige…Lui sa fulminarla con occhi cattivi, sa renderla docile e inutile, sa divertirsi di lei. Sa farla sentire inesistente, una, qualunque, a cui si regala un attimo di illusione, senza garantire un secondo respiro.Lui con le mollette ci stende il bucato, con le corde il filo per i panni bagnati, con il suo gelo e indifferenza, le notti a latitudini estreme. Lui la tiene seduta in terra mentre dorme, lui la costringe ad abbassarsi sul suo ventre, lui regola i ritmi e gli umori, lui si prende gioco di lei. Lui la usa, meglio e più di chiunque altro, come mai nessuno più saprà fare, e lei sta lì, pregando che non finisca mai, che questa strana forma di amore e odio per lei per lui per se stessa, la faccia uscire da quel pozzo nero che conosce. Lui sa che se si alza per un piccolo qualunque gesto, lei lo seguirà, lui sa che lei lo cerca ogni volta e per ogni volta come se mai fosse esistito prima e mai esistesse più dopo. Lui non concepisce vita, ne continuità e le nega il respiro, se non quel poco che passa per il nodo. Se decide di giocare, lui usa corde e strumenti che diventano infuocati uncini nella carne, e da vita ad immagini di guerra.<br />
Lui vuole solo questo, lui la prende e lui la butta, mai assicurandole che lei sarà la sola.<br />
Lei ha poco tempo e poco fiato per pensare, e se ne avesse non lo userebbe che per lui.<br />
Lui la domina senza aver mai concepito la parola master se non in un abecedario scorso da piccolo, lui è Grande, Il suo corpo è magnifico ed evoca estatiche ammirazioni, Lei con grande stupore gli regala la sua luce, così ammirata fino a quel punto e così esibita, così potente, di cui lui si cibi, per la sua fame. Lui è Grande e Magnifico. Lei vuole poterglielo dire ad ogni frammento di tempo.</p>
<p>C’era una volta un Re, seduto sul sofà, diceva alla sua nonna, raccontami una storia.<br />
La storia incominciò</p>
<p>Questa è la storia di una donna che desidera regalare ogni luce e ombra, ogni tormento ed estasi, ogni energia a chi forse non l’amerà mai come lei vorrebbe chiedere, che non le permette di chiedere, che vuole per sé. Che le alza la gonna e le scosta le gambe, senza garbo, che insinua le mani e ci fa ciò che vuole, e se il telefono suona , si occupa del suo quotidiano continuando con grande indifferenza. Che con noncuranza le regala attimi del suo piacere di maschio, per poi darle modo di lavare con la lingua le preziose e abbondanti mescite. Lui stabilisce il prezzo di ogni volta del suo corpo da puttana, che porta con se in grandi alberghi, vestita come si conviene, esibita come sua, per il tempo di una firma, per il tempo di una stanza, per il tempo che lui decide, per tutto il tempo che lei concepisce come vita, nell’anima di lei. Lui la possiede, possiede tutto di lei, per poco, per molto, per quel che ritiene. Lui calpesta ogni gesto del suo passato trionfante nel suo incedere.<br />
Lei glielo porge come immagini su cui fare una danza rituale e poi bruciare nel rogo. Lei è il quel rogo, e lui la guarda sorridente. Non la salverà se non per indicarle un altro rogo su cui bruciare ancora, fino a quando negli occhi di lui ci sarà il piacere del fuoco e del tormento.<br />
Lei non riesce, non può, non vuole scostarsi da lui, da quell’odore di carne bruciata, dalle mani che peggio che pinze strizzano i suoi capezzoli , dalle corde invisibili che la legano in ogni posizione lui chieda, da visioni costrette da bende intangibili, dalla paura della non esistenza che lui sa creare, dal dolore percorso per ogni passo avanzato o indietreggiato.<br />
Lei è una bella farfalla blu infilata ogni volta e tante volte da un lungo e accuminato spillone, a forma di cazzo, a forma di mani, a forma di mente, a forma di tempo, a forma di vita.<br />
Avete mai chiesto ad una farfalla quanto le fa male e quanto le piace restare lì?<br />
Io si…alla mia. Dispiegate le belle ali, spalancate le gambe, tenuta ferma per la vita, trafitta dal metallo freddo…io si. E in un sussurro ho sentito rispondere…io voglio star qui.<br />
Qui dove le parole hanno poco senso, i ruoli lontani ricordi, il fiato appena possibile, il pianto inesauribile e non certo piccolo momento di stupore, il cuore a fornire zucchero per il caffè, nemmeno girato e lasciato al fondo, l’anima a essere bruciata come panni stesi ad un sole impazzito, il ventre a sbrodolare piogge per la sete nemmeno estiva, il tempo inconsistente, l’amore, strana e inconcepita parola, nulla di conosciuto</p>
<p>Nulla di conosciuto era il titolo di quel racconto che scrissi anni fa. Vorrei fare la mia personale danza di guerra e attacco e devastazione e cancellazione di quel vissuto e di quella persona, e di ogni cosa abbia preceduto questo momento in cui io celebro LUI</p>
<p>E dal mio rogo, con occhi furenti, e rivolgendomi direttamente ai Suoi occhi, voglio che sappia quanto possiede di me, quanto ogni suo passo e presenza studiata o istintiva, superi, annulli, cancelli ogni altro. Lo renda impossibile.<br />
Quanto sono disposta a pagare per le mie furie e le mie presunzioni, quanto quello che vivo è davvero “nulla di conosciuto” . Ora si.<br />
Quanto le mie vesti cadono prima durante e dopo il fuoco che le arde. Quanto sono attenta a rimetterle per vederle violare. Quanto spazio c’è in me.<br />
Quanto, nella mia regalità blu, io celebro per Lui, in Lui, con Lui.</p>
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		<title>Inizio da coppia scambista</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 12:42:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Racconti Coppie]]></category>

		<category><![CDATA[racconti erotici]]></category>

		<category><![CDATA[scambio coppie]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono sempre stato tentato di fare lo scambio di coppia alla pari, mi spiego, mia moglie giorgia è una bella donna di 32 anni, alta, slanciata un corpo sinuoso, occhi verdi capelli neri bocca carnosa denti perfetti, un seno leggermente piccolo una 2a, fianchi ben marcati gambe lunghissime, insomma era proprio una gran bella donna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono sempre stato tentato di fare lo scambio di coppia alla pari, mi spiego, mia moglie giorgia è una bella donna di 32 anni, alta, slanciata un corpo sinuoso, occhi verdi capelli neri bocca carnosa denti perfetti, un seno leggermente piccolo una 2a, fianchi ben marcati gambe lunghissime, insomma era proprio una gran bella donna e a letto ci sapeva anche fare; libera com&#8217;era da inibizioni, le piaceva sempre arrivare al limite e passarlo anche, mi diceva che con me al fianco sarebbe arrivata allo estremo.<span id="more-6"></span></p>
<p>Io ero niente male, fisico asciutto e nonostante avessi 40 anni ero ancora un uomo piacente e le ragazzine mi guardavano con concupiscenza.<br />
Eravamo tentati di fare uno scambio di coppia ma ad ambedue non ci andava di farlo con i primi venuti ,eravqmo alla ricerca di una coppia adeguata e allora la ricerca andava x le lunghe, ma nessuno dei 2 aveva fretta.<br />
Il caso è sempre prodigo di aiuti a noi esseri umani ,al supermercato incontrammo un venerdi (strano noi andavamo sempre di sabato) , una mia ex di cui giorgia ne era conoscenza di sue doti particolarmente spinte, a lei piaceva far l&#8217;amore di gruppo.<br />
Cominciammo a chiacchierare io (mark), giorgia, anna che era sola.<br />
la invitammo a cena x il sabato a casa nostra e lei fu ben felice di accettare.<br />
Sabato,tutto pronto per la cena ,giorgia si mise un&#8217;abito che le fasciava il corpo e non mise la biancheria intima ,disse ho un bel presentimento&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..<br />
Quando arrivò anna fummo ben felici di vederla ,anna aveva un corpo un pò rotondetto messo in risalto da un vestito aderente ed era senza reggiseno ,le tette una 4a abbondante a fatica erano fasciate dal suo vestito a fascia e annodato sul collo ,pensai sai che dolore quel collo x reggere quel peso .<br />
Quasi mi avesse letto nel pensiero oppure conoscendomi bene ,mi disse :si reggono ancora da sole ,come quando tu ci armeggiavi vicino ; giorgia mi guardò e senza nessun imbarazzo mi disse dopo cena vorrei controllare se si reggono da sole,anna x tutta risposta disse : xchè aspettare dopo &#8230;.<br />
Oplà e si slacciò il nodo,rapiti constatammo che era vero ,le tette erano su diritte enormi ,ma diritte.<br />
Allora giorgia disse : non mi sembra giusto che l&#8217;ospite stia in quelle condizioni ,mettiamola a suo agio :oplà si sfilò il vestito e rimase nuda ,io dissi ma siete matte ?<br />
risero di gusto e mi dissero non ricordavo che eri così bacchettone ! ,io dissi ma che cazzo dite ,io non sono bacchettone ,ma almeno entrate in casa siamo fermi sul pianerottolo.<br />
Una risata fragorosa scoppiò tra le due donne e svelte entrarono dentro.</p>
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